INTERROGAZIONE DEL PD
I senatori dem – con prima firmataria Nadia Ginetti – hanno chiesto al premier Conte di porre fine all’abitudine del ministro di indossare uniformi. ll caso della divisa dei barracelli indossata da Matteo Salvini durante il  comizio del 16 gennaio scorso ad Alghero finisce in Parlamento.
Il Partito democratico ha infatti presentato un’interrogazione al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per chiedergli “quali misure intenda adottare per porre fine alle condotte del ministro dell’Interno, che appaiono illegittime, oltre che inopportune”. Il riferimento è all’abitudine del numero uno del Viminale e leader della Lega di indossare le uniformi delle forze dell’ordine in occasione di eventi pubblici, istituzionali o elettorali.

Nell’elenco degli episodi incriminati, appunto, quello di Alghero, che già aveva innescato polemiche

E che, a detta dei senatori firmatari, sarebbe, se possibile, più grave degli altri, in quanto, sul palco della città catalana Salvini ha “addirittura” esibito i gradi, quelli di capitano, “della Compagnia barracellare della Regione autonoma della Sardegna”.

“Un comportamento in palese violazione del diritto”, in quanto “la divisa e ogni altro segno distintivo di forza di pubblica sicurezza hanno la funzione di rendere immediatamente riconoscibile ai cittadini il soggetto titolare dei poteri, anche coercitivi, che la legge attribuisce alle medesime forze”, si legge nell’interrogazione, che ha come prime firmatarie la senatrice Nadia Ginetti (che, tra l’altro, appartiene al corpo di Polizia penitenziaria) e la collega Monica Cirinnà.

Tra gli articoli del codice penale che il ministro avrebbe violato, il numero 498, che “individua – nel titolo dedicato i delitti contro la pubblica fede – la fattispecie contravvenzionale di usurpazione di titoli e onori”.

“Oltre a violare la legge – spiega a UnioneSarda.it la stessa Ginetti – Salvini sfrutta le divise per dimostrare di avere una forza, politica e caratteriale, che in realtà non ha. E, così facendo, ridicolizza i corpi che, come abbiamo scritto nell’interrogazione, ‘rappresentano un bene comune per la cittadinanza e, come tali, devono essere tenuti al riparo dal rischio di strumentalizzazioni politiche'”.

Sono già arrivate risposte da parte del governo?

“Al momento no – conclude Ginetti – ma prima o poi l’esecutivo dovrà dar conto al Parlamento anche di questo”.

Luigi Barnaba Frigoli

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